Piattaforma Italia, SACE sceglie i partner: il primo pilota entro fine anno
Il capitale privato torna a guardare all’economia reale attraverso un canale nuovo. Piattaforma Italia, il programma con cui SACE intende collegare il risparmio degli investitori istituzionali ai fabbisogni finanziari delle imprese, ha superato la fase di confronto con il mercato e ha ora un perimetro di operatori definito. L’Export Credit Agency partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ha individuato i soggetti che l’affiancheranno nell’implementazione operativa dello strumento e ha già scelto la squadra che darà corpo alla prima operazione pilota, attesa entro la fine del 2026.
Lo strumento nasce all’interno di SACE50, il piano strategico 2026-2028, e si colloca accanto al canale bancario tradizionale come forma di finanziamento complementare, non sostitutiva. Il principio è semplice nella sua formulazione e tutt’altro che marginale nei suoi effetti: trasformare i pagamenti futuri legati a contratti già acquisiti in liquidità immediatamente disponibile. È una risposta a uno squilibrio che accompagna da sempre le commesse di lungo periodo, dove l’impresa anticipa costi rilevanti per materiali, forniture e lavorazioni nella fase iniziale del contratto, mentre gli incassi maturano solo progressivamente, agganciati agli stati di avanzamento lavori. Il divario tra uscite immediate ed entrate differite è il punto in cui molte aziende, pur avendo il portafoglio ordini pieno, si trovano a corto di ossigeno finanziario.
Intervenire proprio lì significa restituire alle imprese margine di manovra nel momento più delicato della commessa, con ricadute sulla capacità di pianificare, produrre e investire. L’effetto, nelle intenzioni, non si ferma al singolo contraente: lungo la catena dei fornitori la maggiore continuità finanziaria si traduce in continuità operativa, e la filiera nel suo complesso guadagna in stabilità.
L’architettura poggia sull’interazione di tre soggetti. Un fondo di investimento raccoglie i capitali degli investitori istituzionali e li impiega per finanziare le imprese, anticipando il valore dei crediti legati alle commesse. SACE interviene garantendo una quota dell’investimento, contenendo così il profilo di rischio e rendendo l’operazione appetibile per i capitali privati. L’impresa, dal canto suo, ottiene liquidità immediata a fronte di pagamenti già contrattualizzati. La stessa struttura, precisa SACE, può essere applicata anche a operazioni di destocking, convertendo le scorte di magazzino in una leva per generare nuova liquidità.
Il percorso che ha portato alla definizione del modello è passato per un confronto con i principali operatori di mercato, con l’obiettivo dichiarato di calibrare la soluzione sulle esigenze concrete tanto delle imprese quanto degli investitori. Ne è uscita una struttura progettuale standardizzata e replicabile, che costituisce oggi la base operativa dell’iniziativa. L’amministratore delegato di SACE, Michele Pignotti, ha descritto il programma come un ponte tra capitali privati ed economia reale, sottolineando come la qualità degli operatori coinvolti consenta di avviare il pilota su basi solide e di disporre al tempo stesso di un gruppo pronto a moltiplicare le operazioni.
L’ecosistema che ne risulta si articola su tre funzioni. Alla società di gestione del risparmio spetta costituire e gestire il fondo, raccogliere i capitali presso gli investitori istituzionali e allocare gli investimenti in coordinamento con SACE: hanno completato il confronto Finint Investments, Miria Asset Management e Sagitta SGR. Il master servicer presidia invece la costituzione delle società veicolo, il set-up delle cartolarizzazioni, la governance operativa, gli adempimenti e il reporting verso SACE e gli investitori, ruolo per cui sono stati individuati Banca Finint e 130 Servicing. Al sub-servicer, infine, è affidata la piattaforma tecnologica attraverso cui transitano i flussi documentali e informativi, dall’onboarding delle imprese al monitoraggio in tempo reale degli stati di avanzamento: qui figurano Collextion Services, AATech Credit Service del gruppo AATech, iQera Italia e Quinservizi.
Per la prima operazione pilota la scelta è caduta su Banca Finint come master servicer, Finint Investments come società di gestione del risparmio e Collextion Services come sub-servicer. Sarà quel test, nelle settimane che restano al 2026, a misurare la tenuta di un’impostazione che SACE punta a estendere progressivamente ai settori e alle filiere considerate strategiche per il sistema produttivo nazionale.